Il mondo di Samuel Bertelli

 
Grazie Signor Presidente. E grazie anche al Ministro Centrolio. Anche se non ci credete sono veramente emozionato di essere qui oggi. Non mi
aspettavo un’accoglienza del genere. E ringrazio anche i tifosi che sono là fuori. Io però sono qui oggi non per raccogliere i frutti del mio lavoro, è vero, la motivazione fa riferimento anche a quello che ho fatto da calciatore, ma credo che il mio comportamento sul campo era semplicemente quello che ogni sportivo deve fare. Quello che è stato fatto con la Clinica Colomba bianca e quello che andremo a fare nei prossimi anni con la Fondazione Guglielmi non è purtroppo credo merito mio, il merito va a tutte le persone che hanno lavorato a questi ambiziosi progetti e che vi lavoreranno nei prossimi anni. Ma il merito va soprattutto a Riccardo Guglielmi, che per primo, quasi dieci anni fa, aveva visto questo percorso. Sono sincero, io ho sempre fatto fare tutto a Riccardo, all’epoca le mie preoccupazioni erano altre, giocavo a calcio e mi divertivo e poi ero innamorato, ma ho sempre visto nella volontà di fare di Riccardo la voglia e la speranza di poter migliorare la nostra società, la nostra Italia, soprattutto per quelle persone che non possono raggiungere i traguardi che io ho avuto la fortuna di poter raggiungere. Sì, sono stato fortunato, sono stato fortunato a trovare una persona come Riccardo che mi ha sempre amato, a trovare nei suoi genitori tanto affetto che ha compensato il momentaneo allontanamento dai miei genitori e sono stato fortunato a poter fare quello che più mi piaceva, giocare a pallone. Vorrei anche ringraziare il mio amico Besconi, che ci ha sempre davvero dato una mano.

Ora Riccardo non c’è più, ma ho deciso di continuare sulla strada da lui percorsa, forse con maggiore decisione che mai. Ho avuto la fortuna anche di incontrare due persone meravigliose che sono oggi qui con me. Benedetto, Mattia io vi adoro e vi amo veramente tanto.

Quando ho fatto outing credo si sia spaccato un mondo. Sono sempre più persuaso del fatto che esistano due Italie. Una rumorosa, ignorante, becera, chiusa e ottusa. Retrograda e imbarazzante.

L'altra speculare.

Come spesso succede, quando non esiste una via di mezzo, si creano estremi.

Sono in tanti ad accorgersi oramai della mancanza di diritti, delle discriminazioni, delle violenze, non solo fisiche,  che in Italia è costretto ad affrontare un omosessuale.

E sono in tanti a rendersi conto di come non sia una situazione che possa continuare.

E' assurdo opporsi all'apertura del tempo.

Non siamo del Medioevo e non ha senso continuare a comportarsi come se lo fossimo. Ecco, voglio portare il mio impegno affinché anche in Italia come in altre nazioni gli omosessuali possano avere dignità e pieno rispetto. E' spiazzante vedere in altri posti la naturalezza con la quale due persone dello stesso sesso vanno in giro senza nascondere il proprio sentimento ed è altrettanto sbalordito ritrovarsi, senza accorgersene, a guardarli come se fossero uno spettacolo bello e raro. Dovrebbe essere la cosa più normale del mondo e invece, causa il retaggio culturale in cui siamo tutti ancora imbrigliati, non lo è.

Tutti qui a spiare, sbirciare, supporre, immaginare, dichiarare....morbosi nel voler sapere e licenziosi in fatto di commenti inopportuni! La ricerca della felicità. Punto. La gente dovrebbe fermarsi qui. E basta. Ecco, quello che voglio fare io è portare felicità, portare una luce di speranza negli angoli più bui. Non solo per combattere omofobia e pregiudizi, ma anche per, come si dice forse banalmente, fare del bene, aiutare chi ha bisogno.


*tratto da Un Passo alla volta, di prossima pubblicazione presso Casa Editrice Freccia D’Oro (C) Marco Cevolani, tutti i diritti riservati



I LIBRI E I RACCONTI DOVE COMPARE SAMUEL BERTELLI:

Non posso stare altrove

Per una vita intera

Un passo alla volta 

Il partigiano di Borgopianura (ebook)

Ci pensa Mattia - Il cantone del diavolo

Ci pensa Mattia - Viaggio ad Atlantide


Per acquistarli scrivi a marco.cevolani@gmail.com oppure telefona al numero 3317070613

 
Ciao a tutti, mi chiamo Mattia Rosetti. Ho 8 anni e vivo a Borgopianura insieme ai miei due papà: Samuel Bertelli, che tutti conoscono come Freccia D’Oro e Benedetto Di Gennaro (per gli amici Dige). Questo sito internet è fatto per parlare di noi e delle nostre avventure.

p.s.: A dire il vero dovrebbe essere Dige a pensare agli aggiornamenti, ma con la grafica non è tanto bravo allora gli do una mano io

Mattia

Il discorso di Samuel Bertelli al Quirinale*

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